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I consigli del cineforum

LE NOSTRE RECENSIONI
2:22 - Il destino è già scritto, di Paul Currie. Recensione di Antonio Pettierre
Abracadabra, di Pablo Berger. Recensione di Antonio Pettierre
A Cube of Sugar, di Reza Mirkarimi. Recensione di Claudio Zito
A Family Tour, di Ying Liang. Recensione di Antonio Pettierre
Affetti e dispetti, di Sebastiàn Silva. Recensione di Claudio Zito
Agadah, di Alberto Rondalli. Recensione di Marcello Perucca
Alexsandra, di Aleksandr Sokurov. Recensione di Claudio Zito
Alice T., di Radu Muntean. Recensione di Antonio Pettierre
Alien: Covenant, di Ridley Scott. Recensione di Antonio Pettierre
All'ultimo voto, di David Gordon Green. Recensione di Antonio Pettierre
American Sniper, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre
Angèle et Tony, di Alix Delaporte. Recensione di Claudio Zito
Another Year, di Mike Leigh. Recensione di Claudio Zito
A Quiet Passion, di Terence Davies. Recensione di Marcello Perucca
Arrivederci, Professore, di Wayne Roberts. Recensione di Marcello Perucca
As I lay Dying, di Mostafa Sayari. Recensione di Claudio Zito
A Simple Life, di Ann Hui. Recensione di Claudio Zito
A un metro da te, di Justin Baldoni. Recensione di Marcello Perucca
Autobahn - Fuori controllo, di Eran Creevy. Recensione di Antonio Pettierre
Azougue Nazareth, di Triago Melo. Recensioone di Antonio Pettierre
Bad Bad Winter, di Olga Korotko. Recensione di Antonio Pettierre
Bashu il piccolo straniero, di Bahram Beizai. Recensione di Claudio Zito
Beket, di Davide Manuli. Recensione di Claudio Zito
Blackkklansman, di Spike Lee. recensione di Antonio Pettierre
Black Mask - L'ultimo gangster, di Scott Cooper. recensione di Antonio Pettierre
Black Sabbath: The End of the End, di Dick Carruthers. Recensione di Marcello Perucca
Black Sea, di Kevin Macdonald. Recensione di Antonio Pettierre
Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve. Recensione di Antonio Pettierre
Book Club - Tutto può succedere, di Bill Holderman. Recensione di Antonio Pettierre
Bravo, Virtuoso!, di Lévon Minasian. Recensione di Antonio Pettierre
Breaking In, di James McTeigue. Recensione di Antonio Pettierre
Cafarnao - Caos e miracoli, di Nadine Labaki. Recensione di Marcello Perucca
Cane mangia cane, di Paul Schrader. recensione di Antonio Pettierre
Capital: A Love Story, di Michael Moore. Recensione di Claudio Zito
Capri - Revolution, di Mario Martone. Recensione di Marcello Perucca
Captive State, di Rupert Wyatt. Recensione di Antonio Pettierre
Carmen y Lola, di ArantxaEchevarria. Recensione di Antonio Pettierre
Cento anni, di Davide Ferrario. Regia di Marcello Perucca
C'è tempo, di Walter Veltroni. Recensione di Marcello Perucca
Chesil Beach - Il segreto di una notte, di Dominic Cooke. recensione di Antonio Pettierre
Chesil Beach - Il segreto di una notte, di Dominic Cooke. Recensione di Marcello Perucca
Chloe - Tra seduzione e inganno, di Atom Egoyan. Recensione di Claudio Zito
Citizenfour, di Laura Poitras. Recensione di Antonio Pettierre
Climbing the Elixir, di Monica Dovarch, Recensione di Antonio Pettierre
Close Up, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito
Codice Unlocked, di Michael Apted. Recensione di Antonio Pettierre
Coincoin et les Z'inhumains, di Bruno Dumont. Recensione di Antonio Pettierre
Colette, di Wes Westmoreland. Recensione di Antonio Pettierre
Colette, di Wes Westmoreland. Recensione di Marcello Perucca
Colpo di fulmine - Il mago della truffa, di Glenn Ficarra e John Requa. Recensione di Claudio Zito
Contagious - Epidemia mortale, di Henry Hobson. Recensione di Antonio Pettierre
Copia conforme, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito
Corpo e anima, di Ildikò Enyedi. Recensione di Marcello Perucca
Cose di questo mondo, di Michael Winterbottom. Recensione di Claudio Zito
Cosmos, di Andrzej Zulawski. Recensione di Antonio Pettierre
Crash, di David Cronenberg. recensione di Antonio Pettierre
Dans la foret, di Gilles Marchand. recensione di Antonio Pettierre
Dark River, di Clio Barnard. Recensione di Antonio Pettierre
Der Nachtmahr, di Akiz. Recensione di Antonio Pettierre
Diane, di Kent Jones. Recensione di Antonio Pettierre
Diari, di Attilio Azzola. Recensione di Claudio Zito
Dickens - L'uomo che inventò il Natale, di Bahrami Nalluri. Recensione di Marcello Perucca
Dieci, di Abbas Kiarostami, Recensione di Claudio Zito
Disobedience, di Sebastian Lelio. Recensione di Marcello Perucca
Distant Sky - Nick Cave and the Bad Seeds, di David Barnard. Recensione di Marcello Perucca
Domani è un altro giorno, di Simone Spada. Recensione di Marcello Perucca
Don't Worry, di Gus Van Sant. Recensione di Antonio Pettierre
Doppio amore, di François Ozon. Recensione di Antonio Pettierre
Dove cadono le ombre, di Valentina Pedicini. Recensione di Antonio Pettierre
Dove eravamo rimasti, di Jonathan Demme. Recensione di Antonio Pettierre
Downsizing - Vivere alla grande, di Alexander Payne. Recensione di Marcello Perucca
Dragon Trainer, di Chris Sanders e Dean DeBlois. Recensione di Claudio Zito
Drive Me Home, di Simone Catania. Recensione di Antonio Pettierre
El abrazo de la serpiente, di Ciro Guerra. Recensione di Antonio Pettierre
E la vita continua, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito
Elle, di Paul Verhoeven. recensione di Antonio Pettierre
Endzeit - Ever After, di Carolina Hellsgard. Recensione di Antonio Pettierre
Entertainment, di Rick Alverson. Recensione di Antonio Pettierre
Escobar - Il fascino del male, di Fernando Leon de Aranoa. recensione di Antonio Pettierre
Euforia, di Valeria Golino. Recensione di Marcello Perucca
eXsistenZ, di David Cronenberg. Recensione di Antonio Pettierre
Fabrizio De André - Principe libero, di Luca Facchini. Recensione di Marcello Perucca
Fight Club, di David Fincher. Recensione di Antonio Pettierre
Final Portrait - L'arte di essere amici, di Stanley Tucci. Recensione di Antonio Pettierre
Fiore gemello, di Laura Luchetti. Recensione di Antonio Pettierre
Flatland, di Jenna Bass. recensione di Antonio Pettierre
Focus - Niente è come sembra, di Glenn Ficarra e John Requa. Recensione di Antonio Pettierre
Foxcatcher, di Bennett Miller. Recensione di Antonio Pettierre
Francesca, di Boby Paunescu. Recensione di Claudio Zito
Frankenstein, di Bernard Rose. Recensione di Antonio Pettierre
Free Fire, di Ben Wheatley. Recensione di Antonio Pettierre
Free State of Jones, di Gary Ross. Recensione di Antonio Pettierre
Fuga dal call center, di Federico Rizzo. Recensione di Claudio Zito
Fuori menù, di Nacho G. Velilla. Recensione di Claudio Zito
Galantuomini, di Edoardo Winspeare. Recensione di Claudio Zito
Gangor, di Italo Spinelli. Recensione di Claudio Zito
Gattaca - La porta dell'universo, di Andrew Niccol. Recensione di Antonio Pettierre
Ghost Stories, di Jeremy Dyson e Andy Nyman. Recensione di Antonio Pettierre
Glass, di M. Night Shyamalan. Recensione di Antonio Pettierre
Gli asteroidi, di Germano Maccioni. Recensione di Marcello Perucca
Glaubenberg, di Thomas Imbach. Recensione di Antonio Pettierre
Go Home - A casa loro, di Luna Gualano. Recensione di Marcello Perucca
Good Time, di Josh e Bennie Safdie. Recensione di Antonio Pettierre
Gran Torino, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre
Guardiani della galassia Vol. 2, di James Gunn. Recensione di Antonio Pettierre
Happy Hour, di Hamaguchi Ryusuke. recensione di Antonio Pettierre
Hokusai dal British Museum, di Tim Clark. Recensione di Marcello Perucca
Home, di Ursula Meier. Recensione di Claudio Zito
How to Talk to Girls at Parties, di John Cameron Mitchell. Recensione di Antonio Pettierre
Hunting Season, di Natalia Garagiola. Recensioe di Marcello Perucca
I Am Not a Witch, di Rungano Nyoni. Recensione di Antonio Pettierre
I fiori di Kirkuk, di Fariborz Kamkari. Recensione di Claudio Zito
I gatti persiani, di Bhaman Ghobadi. Recensione di Claudio Zito
Il canto delle spose, di Karin Albou. Recensione di Claudio Zito
Il canto di Paoloma, di Claudia Llosa. Recensione di Claudio Zito
Il cliente, di Asghar Farhadi. Recensione di Antonio Pettierre
Il cliente, di Asghar Farhadi. Recensione di Claudio Zito
Il club, di Pablo Larrain. recensione di Antonio Pettierre
Il colpevole - The Guilty, di Gustav Moller. Recnsione di Antonio Pettierre
Il dubbio - Un caso di coscienza, di Vahid Jalilvand. Recensione di Claudio Zito
Il fiume ha sempre ragione, di Silvio Soldini. Recensione di Antonio Pettierre
Il giardino di limoni, di Eran Riklis. Recensione di Claudio Zito
Il giovane Karl Marx, di Raoul Peck. Recensione di Marcello Perucca
Il giustiziere della notte, di Eli Roth. Recensione di Antonio Pettierre
Il mangiatore di pietre, di Nicola Bellucci. Recensione di Antonio Pettierre
Il mangiatore di pietre, di Nicola Bellucci. Recensione di Marcello Perucca
Il mio amico Eric, di Ken Loach. Recensione di Claudio Zito
Il mistero della casa del tempo, di Eli Roth. Recensione di Marcello Perucca
Il nastro bianco, di Michael Haneke. Recensione di Claudio Zito
Il nemico invisibile, di Paul Schrader. Recensione di  Antonio Pettierre
Il padre dei miei figli, di Mia Hansen-Love. Recensione di Claudio Zito
Il padre d'Italia, di Fabio Mollo. Recesnione di Antonio Pettierre
Il premio, di Alessandro Gassman. Recensione di Marcello Perucca
Il prigioniero coreano, di Kim Ki-duk. Recensione di Antonio Pettierre
Il prigioniero coreano, di Kim Ki-duk. Recensione di Marcello Perucca
Il ragazzo con la bicicletta, di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Recensione di Claudio Zito
Il responsabile delle risorse umane, di Eran Riklis. Recensione di Claudio Zito
Il resto della notte, di Francesco Munzi. Recensione di Claudio Zito
Il sacrificio del cervo sacro, di Yorgos Lanthymos. Recensione di Marcello Perucca
Il silenzio, di Moshen Makhmalbaf. Recensione di Claudio Zito
Il sol dell'avvenire, di Gianfranco Pannone. Recensione di Claudio Zito
Il tempo che ci rimane, di Elia Suleiman. Recensione di Claudio Zito
Il tuo ex non muore mai, di Susanna Fogel. Recensione di Marcello Perucca
Il viaggiatore, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito
Il voto è segreto, di Babak Payami. Recensione di Claudio Zito
I magnifici sette, di Antoine Fuqua. Recensione di Antonio Pettierre
I morti non muoiono, di Jim Jarmusch. Recensione di Marcello Perucca
Impetus, di Jennifer Alleyn. Recensione di Antonio Pettiere
Incarnate - Non potrai nasconderti, di Brad Payton. Recensione di Antonio Pettierre
Independence Day - Rigenerazione, di Roland Emmerich. Recensione di Antonio Pettierre
In guerra, di Stéphane Brizé. Recensione di Marcello Perucca
In guerra per amore, di Pif. Recensione di Antonio Pettierre
Interchange, di Dain Iskandar Said. Recensione di Antonio Pettierre
Io, Daniel Blake, di Ken Loach. Recensione di Antonio Pettierre
Io, Don Giovanni, di Carlos Saura. Recensione di Claudio Zito
Io sono Mia, di Riccardo Donna. Recensione di Marcello Perucca
Io sono Tempesta, di Daniele Luchetti. Recensione di Marcello Perucca
I segreti di Wind River, di Taylor Sheridan. Recensione di Antonio Pettierre
I Was at Hom, But, di Angela Schanelec. Recensione di Antonio Pettierre
Juliet, Naked - Tutta un'altra musica, di Jesse Peretz. Recensione di Marcello Perucca
Kingsman - Il cerchio d'oro, di Matthew Vaughn. Recensione di Antonio Pettierre
Knoch Knock, di Eli Roth. Recensione di Antonio Pettierre
La banda, di Eran Kolirin. Recensione di Claudio Zito
La bocca del lupo, di Pietro Marcello. Recensione di Claudio Zito
La casa delle bambole - Ghostland, di Pascal Laugier. Recensione di Antonio Pettierre
La donna che canta, di Denis Villeneuve. Recensione di Claudio Zito
Ladri di cadaveri - Burke & Hare, di John Landis. recensione di Claudio Zito
La fabbrica dei tedeschi, di Mimmo Calopresti. Recesnione di Claudio Zito
La famiglia Bélier, di Eric Lartigau. Recensione di Antonio Pettierre
La Isla minima, di Alberto Rodrìguez. Recensione di Antonio Pettierre
L'altra verità, di Ken Loach. Recensione di Claudio Zito
L'altro volto della speranza, di Aki Kaurismaki. Recensione di Antonio Pettierre
L'amante inglese, di Catherine Corsini. Recensione di Claudio Zito
La mecanique de l'ombre, di Thomas Kruithof. Recensione di Antonio Pettierre
La mia vita con John F. Donovan, di Xavier Dolan. Recensione di Antonio Pettierre
La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi. Recensione di Antonio Petierre
L'apparizione, di Xavier Giannoli. Recensione di Marcello Perucca
La ragazza nella nebbia, di Donato Carrisi. Recensione di Antonio Pettierre
La ragazza nella nebbia, di Donato Carrisi. Recensione di Marcello Perucca
La Reine de pommes, di Valérie Donzelli. Recensione di Claudio Zito
L'arte della fuga, di Brice Cauvin. Recensione di Marcello Perucca
La signora dello zoo di Varsavia, di Niki Caro. Recensione di Marcello Perucca
L'Atalante, di Jean Vigo. Recensione di Marcello Perucca
La terra degli uomini rossi - Birdwatchers, di Marco Bechis. Recensione di Claudio Zito
La terra di Dio, di Francis Lee. Recensione di Marcello Perucca
La truffa dei Logan, di Steven Soderbergh. Recensione di Antonio Pettierre
Lavender, di Ed Gass-Donnelly. Recensione di Antonio Pettierre
Legend of the Demon Cat, di Chen Kaige. Recensione di Antonio Pettierre
Les beaux esprits, di Vianney Lebasque. Recensione di Antonio Pettierre
Les dernieres parisiens, di Mohamed "Hamé" Bourokba e Ekoué Labitey. Recensione di Antonio Pettierre
L'esorcismo di Hannah Grace, di Diederik Van Roojien. Recensione di Marcello Perucca
Le ultime 24 ore, di Brian Smrz. Recensione di Antonio Pettierre
L'infinita fabbrica del Duomo, di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. Recensione di Antonio Pettierre
Live Cargo, di Logan Sandler. Recensione di Antonio Pettierre
Logan - The Wolverine, di James Mangold. Recensione di Antonio Pettierre
L'ora d'acqua, di Claudia Cipriani. Recensione di Antonio Pettierre
L'ora più buia, di Joe Wright. Recensione di Antonio Pettierre
Loro 1, di Paolo Sorrentino. Recensione di Marcello Perucca
Loro 2, di Paolo Sorrentino. Recensione di Marcello Perucca
L'ospite, di Duccio Chiarini. Recensione di Antonio Pettierre
L'ospite, di Duccio Chiarini. Recensione di Marcello Perucca
Lo sguardo di Orson Welles, di Mark Cousin. Recensione di Antonio Pettierre
Lo spazio bianco, di Francesca Comencini. Recensione di Claudio Zito
Lourdes, di Jessica Hausner. Recensione di Claudio Zito
Loveless, di Andrey Zvyagintsev. Recensione di Antonio Pettierre
Loveless, di Andrey Zvyagintsev. Recensione di Marcello Perucca
L'ultima notte, di Francesco Barozzi. Recensione di Antonio Pettierre
L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, di Jay Roach. Recensione di Antonio Pettierre
L'ultimo viaggio, di Nick-Baker Monteys. Recensione di Marcello Perucca
L'uomo che rubò Banksy, di Marco Proserpio. Recensione di Marcello Perucca
L'uomo che uccise Don Chisciotte, di Terry Gilliam. Recensione di Antonio Pettierre
L'uomo dal cuore di ferro, di Cédric Jimenez. Recensione di Antonio Pettiere
L'uomo dal cuore di ferro, di Cédric Jimenez. Recensione di Marcello Perucca
L'uomo fedele, di Louis Garrel. Recensione di Marcello Perucca
L'uomo sul treno - The Commuter, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre
L'uomo sul treno - The Commuter, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Marcello Perucca
Macbeth, di Justin Kurzel. Recensione di Antonio Pettierre
Magog [o epifania del barbagianni], di Luca Ferri e Samantha Angeloni. recensione di Claudio Zito
Mammuth, di Gustave de Kerven, Benoit Delépine. Recensione di Claudio Zito
Mandy, di Panos Cosmatos. Recensione di Antonio Pettierre
Man of Tai Chi, di Keanu Reeves. Recensione di Antonio Pettierre
Maquinaria Panamericana, di Joacquin Del Paso. Rwecensione di Antonio Pettierre
Mar Nero, di Federico Bondi. Recensione di Claudio Zito
Mary Shelley - Un amore immortale, di Haifaa Al-Mansour. Recensione di Marcello Perucca
Melbourne, di Nima Javidi. Recensione di Claudio Zito
Menocchio, di Alberto Fasulo. Recensione di Antonio Pettierre
Mirai, di Mamoru Hosoda. Recensione di Marcello Perucca
Miss Sloane - Giochi di potere, di John Madden. Recensione di Marcello Perucca
Mistero a Crooked House, di Gilles Paquet-Brenner. Recensione di Antonio Pettierre
Muse: Drones World Tour, di Tom Kirk e Jan Willem. Recensione di Marcello Perucca
My War is not Over, di Bruno Bigoni. Recensione di Marcello Perucca
Nella tana dei lupi, di Christian Gudegast. recensione di Antonio Pettierre
Nella tana dei lupi, di Christian Gudegast. Recensione di Marcello Perucca
Nemesi, di Walter Hill. Recensione di Antonio Pettierre
Neruda, di Pablo Larrain. Recensione di Antonio Pettierre
Noi credevamo, di Mario Martone. Recensione di Claudio Zito
NO - I giorni dell'arcobaleno, di Pablo Larrain. Recensione di Antonio Pettierre
Nome di donna, di Marco Tullio Giordana. Recensione di Marcello Perucca
Offside, di Jafar Panahi. Recensione di Claudio Zito
Oltre la notte, di Fatih Akin. Recensione di Antonio Pettierre
Ora e sempre riprendiamoci la vita, di Silvano Agosti. Recensione di Antonio Pettierre
Oro rosso, di Jafar Panahi. Recensione di Claudio Zito
Oro verde - C'era una volta in Colomba, di Cristina Gallego e Ciro Guerra. Recensione di Marcello Perucca
Out Stealig Horses, di Hans Petter Moland. Recensione di Antonio Pettierre
Overlord, di Julius Avery. Recensione di Antonio Pettierre
Ovunque proteggimi, di Bonifacio Angius. Recensione di Antonio Pettierre
Ovunque proteggimi, di Bonifacio angius. Recensione di Marcello Perucca
Pa-ra-da, di Marco Pontecorvo. Recensione di Claudio Zito
Paradise Beach - Dentro l'incubo, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre
Pearl Jam: Let's Play Two, di Danny Clinch. Recensione di Marcello Perucca
Peppermint - L'angelo della vendetta, di Pierre Morel. Recensione di Antonio Pettierre
Persepolis, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. Recensione di Claudio Zito
Pertini - Il combattente, di Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo. recensione di Marcello Perucca
Poltergeist, di Gil Kenan. Recensione di Antonio Pettierre
Ponyo sulla scogliera, di Hayao Miyazaki. Recensione di Claudio Zito
Post mortem, di Pablo Larrain. Recensione di Claudio Zito
PPZ - Pride+Prejudice+Zombies, di Burr Steers. recensione di Antonio Pettierre
Precognition, di Luke Tedder. Recensione di Antonio Pettierre
Puccini e la fanciulla, di Paolo Benvenuti. Recensione di Claudio Zito
Questione di punti di vista, di Jacques Rivette. Recensione di Claudio Zito
Rachel, di Roger Michell. Recensione di Marcello Perucca
Racconti dell'età dell'oro, di H. Hofer, I. Uricaru, R. Marculescu, Cristian. Recensione di Claudio Zito
Rapina a Stoccolma, di Robert Budreau. Recensione di Marcello Perucca
Ray & Liz, di Richard Billingham. Recensione di Antonio Pettierre
Red Joan, di Trevor Nunn. Recensione di Marcello Perucca
Regali da unos conosciuto - The Gift, di Joel Edgerton. Recensione di Antonio Pettierre
Renegades - Comando d'assalto, di Steven Quale. Recensione di Marcello Perucca
Repertoire des villes disparues, di Denis Coté. Recensione di Antonio Pettierre
Resta con me. di Baltasar Kormakur. Recensione di Marcello Perucca
Revenge, di Coralie Fargeat. recensione di Antonio Pettierre
Ride, di Jacopo Rondinelli. Recensione di Marcello Perucca
Ride, regia di Valerio Mastandrea. Recensione di Marcello Perucca
Rimetti a noi i nostri debiti, di Antonio Morabito. Recensione di Antonio Pettierre
Rogue One: A Star Wars Story. di Gareth Edwards. recesnione di Antonio Pettierre
Run All Night - Una notte per sopravvivere, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre
Safe Neighborhood, di Chris Peckover. Recensione di Antonio Pettierre
Salvador Allende, di Patricio Guzman. Recensione di Claudio Zito
Santiago, Italia, di Nanni Moretti. Recensione di Antonio Pettierre
Santiago, Italia, di Nanni Moretti. Recensione di Marcello Perucca
Sarah & Saleem - Là dove nulla è possibile, di Muayad Alayam. Recensione di Marcello Perucca
Seeds, di Owen Long. Recensioone di Antonio Pettierre
Selfie, di Agostino ferrente. recensione di Antonio Pettierre
Senza santi in paradiso, di David Lowery. Recensione di Antonio Pettierre
Séraphine, di Martin Provost. Recensione di Claudio Zito
Serbis, di Brillante Mendoza. recensione di Claudio Zito
Settimo cielo, di Andreas Dresen. Recensione di Claudio Zito
Severina, di Felipe Hirsch. Recensione di Antonio Pettierre
Shut In, di Farren Blackburn. Recensione di Antonio Pettierre
Sibel, di çagla Zencirci e Guillaume Giovannetti. Recensione di Antonio Pettierre
Sicario, di Denis Vileneuve. Recensione di Antonio Pettierre
Si muore tutti democristiani, di P. Belfiore, D. Bonacina, A. Fadenti, A. Mazzarella. Recensione di M. Perucca
Sogno di una notte di mezza età, di Daniel Auteuil. Re ensione di Marcello Perucca
Sotto le rovine del Buddha, di Hana Makhmalbaf. Recensione di Claudio Zito
Split, di M. Night Shyamalan. recensione di Antonio Pettierre
Star Trek Beyond, di Justin Lin. Recensione di Antonio Pettierre
Star Wars - Ep. VIII: Gli ultimi Jedi, di Rian Johnson. Recensione di Antonio Pettierre
Stronger - Io sono il più forte, di David Gordon Green. Reensione di Marcello Perucca
Sully, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre
Ted Bundy - Fascino criminale, di Joe Berlinger. Recensione di Antonio Pettierre
Tehroun, di Nader T. Homayoun. Recensione di Claudio Zito
Terra madre, di Ermanno Olmi. Recensione di Claudio Zito
The Big Sick, di Michael Showalter. Recensione di Antonio Pettierre
The Boy, di William Brent Bell. Recensione di Antonio Pettierre
The Bundy - Fascino criminale, di Joe Berlinger. recensione di Antonio Pettierre
The Crescent, di Seth A. Smith. Recensione di Antonio Pettierre
The Ditch, di Wang Bing. Recensione di Claudio Zito
The Final Land, di Marcel Barion. Recensione di Antonio Pettierre
The Front Runner - Il vizio del potere, di Jason Reitman. Recensione di Antonio Pettierre
The Front Runner - Il vizio del potere, di Jason Reitman. Recensione di Marcello Perucca
The Girl With All The Gifts, di Colm McCarthy. Recensione di Antonio Pettierre
The Gunman, di Pierre Morel. recensione di Antonio Pettierre
The Hunter - Il cacciatore, di Rafi Pitts. Recensione di Claudio Zito
The Love Witch, di Anne Biller. Recensione di Antonio Pettierre
The Nun - La vocazione del male, di Corin Hardy. Recensione di Antonio Pettierre
The Operative, di Yuval Adler. Recensione di Antonio Pettierre
The Salvation, di Kristian Levring. Recensione di Antonio Pettierre
The Social Network, di David Fincher. Recensione di Antonio Pettierre
The Vanishing - Il mistero del faro, di Kristoffer Nyholm. Recensione di Marcello Perucca
The Visit, di M. Night Shyamalan. Recensione di Antonio Pettierre
They, di Anahita, Ghazvinizadeh. Recensione di Antonio Pettierre
The Zero Therome, di Terry Gilliam. Recensione di Antonio Pettierre
This Is England, di Shane Meadows. Recensione di Claudio Zito
Timbuktu, di Abderrahmane Sissako. Recensione di Antonio Pettierre
Ti presento Patrick, di Mandie Fletcher. Recensione di Marcello Perucca
Tito e gli alieni, di Paola Randi. Recensione di Antonio Pettierre
Torna a casa, Jimi, di Marios Piperides. Recensione di Marcello Perucca
Tramonto, di Laszlo Nemes. Recensione di Marcello Perucca
Tre volti, di Jafar Panahi. Recensione di Marcello Perucca
Tulpan - La ragazza che non c'era, di Sergei Dvortsevoy. Recensione di Claudio Zito
Tuo Simon, di Greg Berlanti. Recensione di Marcello Perucca
Turn Left Turn Right, di Douglas Seok. Recensione di Antonio Pettierre
Tutti lo sanno, di Asghar Farhadi. Recensione di Antonio Pettierre
Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore'eda. Recensione di Marcello Perucca
Un altro me, di Claudio Casazza. Recensione di Antonio Pettierre
Una notte di 12 anni, di Alvaro Brechner. Recensione di Marcello Perucca
Unfriended, di Levan Gabriadze. Recensione di Antonio Pettierre
Un sogno chiamato Florida, di Sean Baker. Recensione di Marcello Perucca
Un valzer tra gli scaffali, di Thomas Stuber. Recensione di Marcello Perucca
Vargur/Vultures, di Börkur Sigþórsson. Recensione di Antonio Pettierre
Vento di primavera, di Rose Bosch. Recensione di Claudio Zito
Verso l'Eden, di Costa-Gavras. Recensione di Claudio Zito
Vincere, di Marco Bellocchio. Recensione di Claudio Zito
Vuoti a rendere, di Jan Sveràk. Recensione di Claudio Zito
Wajib - Invito al matrimonio, di Annemarie Jacir. Recensione di Marcello Perucca
Welcome, di Philippe Lioret. Recensione di Claudio Zito
Wet Woman in the Wind, di Akihiko Shiota. Recensione di Antonio Pettierre
Wildlife, di Paul Dano. Recensione di Antonio Pettierre
Wildlife, di Paul Dano. Recensione di Marcello Perucca
Winter Vacation, di Hongqi Li. Recensione di Claudio Zito
X-Men: Apocalisse, di Bryan Singer. recensione di Antonio Pettierre
Yara, di Abbas Fahdel. recensione di Antonio Pettierre
 
 
 LA CASA SUL MARE regia di Robert Guediguian
 Recensione di Marcello Perucca
 La casa sul mare, ultimo film di Robert Guédiguian, si svolge tutto in un piccolissimo borgo posto nella caletta di Méjean, incastonata fra il mare e un viadotto della ferrovia, poco lontano da Marsiglia, città natale del regista.
Qui vive Maurice, un uomo anziano che, insieme al figlio Armand, gestisce un ristorantino alla buona. Quando l’uomo viene colpito da un ictus, al suo capezzale accorrono anche gli altri due figli. Angèle, una famosa attrice di teatro che porta il peso di un mai sopito lutto e che da anni non mette piede in paese e Joseph, un professore universitario accompagnato da Bérangère, la sua giovanissima fidanzata. La riunione dei tre fratelli è l’occasione per fare i conti con la propria vita. Ammettere che i sogni e le illusioni di un tempo sono volati via e che, per continuare a vivere, ci si è dovuti rinchiudere su se stessi, ognuno facendo i conti con il proprio dolore e le proprie sconfitte.
Questa di Guédiguian è una pellicola amara, dove la disillusione personale riflette quella di tutta una classe sociale. La sinistra, la classe operaia e proletaria ormai è stata sconfitta, C’è una incapacità sempre maggiore a guardare oltre il proprio orizzonte quotidiano. In una nazione sempre più agguerrita che invia i militari a pattugliare strade e spiagge alla ricerca dei clandestini da ricacciare indietro, da dove erano venuti fuggendo a condizioni di fame e guerra intollerabili per chiunque.
Tutti i personaggi sembrano incapaci di rialzare la testa. Così come Angèle, Armand e Joesph, anche Martin e Suzanne, due anziani amici e vicini di casa di Maurice sono ormai consumati dalla vita. E i giovani non sono migliori, Chi sognatore, chi pragmatico, chi, come Bérangère, indurita dal rapporto con un sessantenne come Joseph. Eppure l’incontro con tre bambini profughi che si nascondono negli anfratti della costa aiuterà tutti a riacquistare un po’ della vitalità e delle speranze perdute. Permetterà loro di rialzare la testa per guardare il mondo oltre i propri tormenti interiori.
La casa sul mare è girato in inverno in una location stupenda, che fa da contraltare al malessere interiore dei personaggi. Interpretato benissimo da tutti gli attori, a partire dai fedelissimi di Guédiguian Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan e Jacques Boudet, è un film che riprende molti dei temi cari al regista marsigliese, dalla sconfitta della sinistra alla disillusione del presente. Si respira molta nostalgia ma, allo stesso tempo, si percepisce anche tanta voglia di reagire. E saranno le voci dei piccoli profughi rimbalzanti sul viadotto altissimo del treno, a ricadere sui vecchi, risvegliandoli dal loro torpore e donando loro nuova speranza e voglia di reagire.
Chissà che Guédiguian non possa essere profeta a riguardo del prossimo risveglio della nostra società, sempre più rinchiusa all’interno di muri, veri o metaforici. Per questo non si può che ringraziare questo regista che, nel corso della sua lunga carriera, non ha mai rinnegato le proprie idee, raccontando un mondo a lui caro con il dolore che si prova nel vederlo sconfitto ma, anche, con la speranza di poterlo, un giorno, vedere rialzare la testa.

 

 

BLADE RUNNER, METAFORA DEL DRAMMA DELL’IMMIGRAZIONE

di Marcello Perucca

Parlare di "Blade Runner" non è cosa facile. Per svariati motivi. Innanzi tutto perché questo film ha acquistato con gli anni un’aura sempre più mitica, divenendo un culto degli ultimi trent’anni. D’altra parte chi di noi non ha mai citato, almeno una volta nella vita, la famosa frase: “Ho visto cose che voi umani…”.
Si tratta di un film decisamente complesso paragonato, da alcuni, a una serie di scatole cinesi; infatti quando si va ad analizzare un determinato aspetto del film, se ne scoprono altri che andrebbero a loro volta indagati, rendendo sempre più complessa l’analisi di quest’opera.
"Blade Runner" è un film denso di significati, spesso difficili da comprendere, soprattutto se si cerca di afferrarli contemporaneamente; sarebbe necessaria un’analisi sistematica per giungere a una completa comprensione. Questa difficile analisi è resa ancor più ardua in quanto, del film, non ne esiste un’unica versione. Ne esistono molte, per il cinema, per l’home video, dvd, vhs, ecc. Ognuna di queste versioni presenta diversità, seppur minime. Però di versioni ve ne sono almeno due che sono fondamentali per capire la storia del film.
"Blade Runner" è un’opera del 1982 del regista americano Ridley Scott e può essere considerato certamente uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi decenni. È ispirato a un romanzo di Philip Dick dal titolo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, poi ripubblicato in italiano dopo l’uscita del film di Scott con il titolo “Cacciatori di androidi”.
L’ambientazione è quella della città di Los Angeles nell’anno 2019 (il libro era ambientato a San Francisco nel 1992). Rick Deckard, il protagonista, è un ex blade runner, cioè un cacciatore di androidi, che viene richiamato in servizio con il compito di “ritirare”, ovvero eliminare, quattro replicanti, due uomini e due donne assolutamente indistinguibili dagli uomini, giunti sulla Terra dalle cosiddette Colonie extra-mondo dove venivano utilizzati come manodopera schiavizzata. I replicanti hanno una vita a termine della durata di quattro anni; fuggendo dalle Colonie extra-mondo, giungono sulla Terra allo scopo di ottenere risposte sul loro futuro e comprendere il perché sono condannati a morire.
La Los Angeles in cui è ambientato il film è una città inquietante, multirazziale, caotica, perennemente immersa in una pioggia inquinata e battente. Da un lato è una metropoli modernissima, dall’altro è una città decisamente decadente. Si tratta, per citare Morando Morandini, di “un’immagine del futuro così suggestiva e terribile che nessun film era riuscito a proporre dai tempi di 'Metropolis'”.

Ma chi sono i quattro replicanti? Rappresentano la metafora degli attuali migranti: esseri considerati inferiori da chi si crede, a torto, superiore. Loro si spingono fino a noi, sulla Terra, per disperazione, fuggendo da condizioni di vita che li penalizza e che li condanna alla morte. Sono dei veri e propri migranti del futuro, tesi confutata anche nel testo di Javier De Lucas, docente spagnolo di diritto, nonché esperto di diritto dei migranti, dal titolo “Blade Runner. El Derecho, guardián de la diferencia”.
"Blade Runner" andrebbe quindi analizzato non solo come un semplice, seppur splendido, film di fantascienza, bensì come una metafora delle migrazioni attuali di popolazioni ridotte alla fame da guerre, povertà, carestie. Gli androidi di "Blade Runner" sono schiavi progettati con l’unico scopo di rappresentare forza lavoro e, in quanto tali, privi di qualsiasi diritto. Gli androidi, come i migranti, fuggono dalle loro condizioni per “ottenere più vita”, come dice Roy, il capo dei replicanti, in un passaggio assai commovente: “Voglio più vita, padre!”
Tutto il film è un invito a riflettere sul tema dell’indifferenziazione tra umani e replicanti. Il saggio di De Lucas invita a estendere questa riflessione agli scenari del nostro mondo, riempito, come afferma De Lucas, di differenziazioni indefinibili che servono solo a giustificare aberranti discriminazioni. Uno dei passaggi più interessanti del libro di De Lucas è infatti quello in cui viene tracciato il parallelismo tra replicanti e cittadini subordinati che è la condizioni in cui l’Occidente costringe i migranti. Scrive De Lucas: “Roy, Price, Leon, Zhora sono illegali, senza documenti. Sono lavoratori partiti dal loro spazio; che sono venuti qui e che sono tra noi senza aver espletato alcuna formalità […] e precisamente per questo non sono riconosciuti come immigrati legali. Hanno attraversato frontiere per lavorare là dove noi non vogliamo. Possono solo essere riconosciuti come lavoratori nel mondo esterno e possono vivere solamente quattro anni. Non accettano di rimanere nel loro luogo di lavoro e solamente per il tempo loro assegnato. Per questo non li riconosciamo neanche come immigrati”. E prosegue: “dobbiamo guardare più in là dell’attuale frontiera dell’umano; dobbiamo essere disposti a fare passi in avanti nell’estensione del riconoscimento giuridico proprio dell’umano; dobbiamo vincere la paura della diversità, dell’incertezza che provoca la differenza e riconoscere a chi è diverso – perché tutti lo siamo – l’uguaglianza dei diritti, a partire dalla sua diversità”.

Come detto delle varie versioni del film, due sono fondamentali per conoscerne appieno la storia e comprendere ciò che Ridley Scott voleva raccontare. La prima, del 1982 e la versione del 1992, "Blade Runner (director’s cut)". Una terza versione cinematografica, la cosiddetta "final cut", differisce ulteriormente dalle prime due senza, per altro, apportare sostanziali modifiche essendo essenzialmente il restauro e la rimasterizzazione della "director’s cut".
La "director’s cut" differisce dalla prima versione del 1982 essenzialmente per tre, importanti elementi. Innanzi tutto nella versione del 1992 è stata eliminata la fastidiosa voce fuori campo, rendendo così il film più fluido e coinvolgente. Viene poi introdotto un sogno di Deckard, fondamentale per capirne la vera essenza e, infine, viene modificato il finale rispetto alla prima versione alla quale era stato aggiunto, imposto dalla produzione, un finale più consolatorio, ancorché posticcio che, per mancanza di tempo, Ridley Scott aveva realizzato utilizzando alcune scene non utilizzate dell’incipit di "Shining", il capolavoro di Stanley Kubrick tratto dal romanzo di Stephen King.
Come detto tutto il film è immerso in ambientazioni molto cupe, con una pioggia inquinata e inquinante che pare non dover finire mai, dove l’uomo non sembra più in grado di contrastare il suo istinto autodistruttivo.
La sceneggiatura di Hampton Fencher immerge tutto il film in atmosfere che rimandano ai noir americani degli anni Quaranta. Atmosfere che potremmo definire “alla Philip Marlowe”, il detective nato dalla penna di Raymond Chandler. Tanto che, nella prima intenzione della produzione, la scelta per il protagonista era caduta su Robert Mitchum, famoso attore hollywoodiano allora sessantenne che aveva realizzato, poco tempo prima, "Philip Marlowe, il poliziotto privato" e dove dava alla figura di Marlowe un’aria stanca e disillusa che era un po’ la stessa del personaggio di Deckard. Scartato Mitchum, si pensò successivamente a Dustin Hoffman che, entusiasta, aderì al progetto; forse troppo, volendo intervenire direttamente nella sceneggiatura, cosa che creò non pochi attriti. Quando Hoffman abbandonò, la scelta cadde su Harrison Ford, a quel tempo già famoso per aver realizzato i primi episodi di "Star Wars".
Da segnalare oltre a quella di Ford, la prova dell’attore olandese Rutger Hauer che interpreta Roy, l’androide capo, nonché la coinvolgente colonna sonora del compositore greco Vangelis, valore aggiunto di questo splendido film.

 
 

EASY - UN VIAGGIO FACILE FACILE, regia di Andrea Magnani

recensione di Marcello Perucca

La depressione, soprattutto se in forma grave, è una patologia che offusca la mente, impedendo a chi ne è colpito, ogni forma di reazione. Piano piano ci si lascia andare, privi di  volontà, chiusi nel proprio guscio e disinteressati al mondo circostante.
È quanto capita a Easy, il protagonista dell’opera prima di Andrea Magnani nelle sale in questi giorni. Easy, interpretato da Nicola Nocella, bravissimo nel dare corpo e volto alla depressione, è una ex promessa dell’automobilismo, costretto a lasciare il mondo del volante per cause che verremo a scoprire nel corso del film. Da quel momento Easy vive con la madre iperprotettiva, interpretata da una Barbara Bouchet che, insegnante di aerobica, sembra voler fare il verso a se stessa; è diventato obeso e si impasticca di antidepressivi nella speranza di tenere a bada le angosce che gli attanagliano il cervello.
Solo una motivazione enorme può consentire a chi soffre di questa patologia di uscire dalla gabbia. Easy la trova grazie all’opportunità che il fratello, Filo, impresario edile di pochi scrupoli, gli offre: quella di trasportare al paese di origine il corpo di un muratore ucraino assunto in nero e morto cadendo da un’impalcatura senza misure di sicurezza. Il corpo deve essere fatto sparire il più in fretta possibile per evitare la galera, così Filo si rivolge al fratello chiedendogli, nonostante questi non abbia più toccato il volante da tempo, di guidare il carro funebre sino in Ucraina.
È prevedibile la reazione originaria di Easy alla richiesta di Filo: paura, sgomento per qualcosa per cui ritiene di essere incapace. Eppure la voglia di tornare a guidare, nonché una sorta di sudditanza psicologica al fratello “in gamba”, lo spinge a innestare la marcia mettendosi così in viaggio dotato di ogni moderna tecnologia, dal gps preimpostato, al cellulare con traduttore simultaneo dall’italiano all’ucraino e viceversa. La strada dall’Italia al paese ex sovietico è lunga è nel corso del suo viaggio Easy riuscirà a superare varie difficoltà che gli permetteranno una crescita e la consapevolezza che uscire dalla depressione è possibile.
Easy – Un viaggio facile facile è un curioso e raro esempio di “on the road” italiano, sempre in bilico fra il registro grottesco e quello drammatico e di denuncia sociale (lo sfruttamento e le morti sul lavoro). Numerose scene surreali fanno da cornice al viaggio di Easy verso l’Ucraina e verso la libertà dalla malattia. Così come surreali ma, al tempo stesso carichi di umanità, sono i personaggi che costellano tutto il film. E umano è soprattutto il protagonista che, nonostante ogni tipo di disavventura e di difficoltà che incontra e che porterebbero tutti ad abbandonare il morto, quasi se ne affeziona, lottando sempre per non lasciare la bara e il suo triste contenuto al proprio destino.
Accompagnando Easy nel suo peregrinare è difficile per noi spettatori non provare quasi lo stesso senso di offuscamento della sua mente e le paure che lo attanagliano a ogni nuova difficoltà. Allo stesso tempo non possiamo restare indifferenti allo sguardo frastornato e malinconico come le pianure dell’est che attraversa, di questo ragazzone di oltre un quintale, gettato in una terra straniera della quale non capisce nulla, dove è incapace a esprimersi con le parole ma, nello stesso tempo riesce a comunicare con uomini donne e bambini così diversi da lui ma dotati della sua stessa dolcezza.
Alla fine, che Easy riesca o meno a riconsegnare il corpo del lavoratore ucraino ai suoi cari, ci interessa relativamente. Quello che conta è che lui possa uscire vincitore nella lotta contro il suo male di vivere. 
 

 

 

LOUSIANA (THE OTHER SIDE) di Roberto Minervini

l'America della provincia piu' profonda, spesso una terra di nessuno, quella che cova la rabbia piu' violenta e le delusioni piu' cocenti, la stessa pronta ad esplodere come accaduto recentemente con gli scontri razziali a Baltimora. E' l'America di Louisiana (The Other Side), Roberto Minervini, presentato a Cannes 2014 nella sezione Un Certain Regard.

L'intervista di Claudio Casazza a Roberto Minervini 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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News

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Il cineforum chiude per ferie: CI RIVEDIAMO IL 23 SETTEMBRE
con una nuova stagione che, speriamo,
vorrete seguire con lo stesso interesse con cui ci avete seguito sino ad ora.
A tutti un grazie grandissimo e un augurio di una buona estate.
 
 raccontidestate06

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I quaderni

Allo scopo di caratterizzare in maniera ancor più marcata le varie rassegne proposte, a partire dalla stagione 2008/09 le vecchie dispense diventano I QUADERNI DEL CINEFORUM. Potrete averli il lunedì sera, in occasione della proiezione del film, oppure scaricarli dal sito (in formato pdf) a rassegna terminata.

 

Quaderno 1: Destinazione Casa Bianca (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 2: Uno sguardo sul lavoro (Marcello Perucca)

Quaderno 3: Tati. Il grande comico che disse no alla Legione d'Onore (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 4: Il velo sullo schermo (Claudio Zito)

Quaderno 5: Intolerance - Paure che mangiano l'anima (Marcello Perucca)

Quaderno 6: François, Jean-Luc e (affettuosamente) gli altri (Marcello Perucca)

Quaderno 7: Dasvidania, compagni (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 8: Un incontro di civiltà (Claudio Zito)

Quaderno 9: Il caso Kim Ki-duk (Chiara Mattucci)

Quaderno 10: Riso inglese (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 11: Mal d'Africa (Marcello Perucca) con la scheda del film Aspettando la felicità, proiettato in sostituzione di Teza

 


RASSEGNA CENTOCINQUANTANNI

Quaderno 12:  Nascita di una nazione (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 13:  L'alba del nuovo secolo (Claudio Zito)

Quaderno 14:  La paura della ragione. Il Ventennio (Marcello Perucca)

Quaderno 15:  Vittoriosi, alfin liberi siam! dall'8 settembre al 25 aprile (Chiara Mattucci)

Quaderno 16:  Rinascita di una nazione. Il dopoguerra (Claudio Zito)

Quaderno 17:  Illusione e rivoluzione. Il boom economico e il '68 (Chiara Mattucci)

Quaderno 18:  La fine di un sogno: gli anni '70 fra speranze giovanili e lotta armata (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 19:  Segreti e misteri: i buchi neri della Repubblica (Marcello Perucca)

Quaderno 20:  Il berlusconismo e la fine della politica   (Claudio Casazza)


Quaderno 21: Lo sguardo di Eva (Chiara Mattucci)

Quaderno 22: Mare Nostrum (Marcello Perucca)

Quaderno 23: Lo sguardo di Powell & Pressburger (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 24: Anche l'America ha paura (Claudio Casazza)

Quaderno 25: 50 anni dopo Marilyn (Chiara Mattucci)

Quaderno 26: Tutti i colori del noir (Claudio Casazza e Marcello Perucca)

Quaderno 27: Tutto il nero del noir (Claudio Casazza e Marcello Perucca)

Quaderno 28: (A)MAL'ITALIA (Marcello Perucca) 

Quaderno 29: Nel Corso del Tempo (Claudio Casazza)

Quaderno 30: Max Ophuls. Amore e disincanto (Giorgio De Giorgio)

 

Quaderno 31(parte 1): God Save The Queen (Claudio Casazza e Claudio Zito)

Quaderno 31(parte 2): God Save The Queen

Quaderno 32: ANIMATAmente (Martina Castoldi)

Quaderno 33: New Hollywood (Claudio Casazza)

Quaderno 34: Cina: prima e dopo... (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 35: Grazie a Dio sono ateo. Omaggio a Luis Bunuel (Claudio Zito)

Quaderno 36: Andavamo alla Merica (Marcello Perucca)

Quaderno 37: Sconfinati amori (Giulia Castelnovo e Federico Castelnovo)

Quaderno 38: Visioni rock (Alessandro Perucca e Marcello Perucca)

Quaderno 39: Il gioco degli inganni (Martina Castoldi)

Quaderno 40: Woody il Serio (Marcello Perucca)

Quaderno 41: L'Italia nel cinema del Dopoguerra (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 42: My Name Is Ken (Claudio Zito) 

Quaderno 43: Sul nido del cuculo (Martina Castoldi e Marcello Perucca)

Quaderno 44: Diario di un autarchico (Martina Castoldi)

Quaderno 45: Pasolini: Una storia sbagliata (Claudio Zito e Marcello Perucca)

Quaderno 46: L'infernale Orson Welles (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 47: Ciak, Milano! (Marcello Perucca)

Quaderno 48: Vissi d'arte (Valeria Gubelli e Claudio Zito)

Quaderno 49: In nome del popolo sovrano (Claudio Zito)

Quaderno 50: Robert Bresson e il diavolo (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 51: Ritratti di famiglia (Vanessa Giancola e Daniele Benfenati)

Quaderno 52: ...e li chiamavano negri... (Marcello Perucca)

Quaderno 53: La furia e il talento (Antonio Pettierre)

Quaderno 54: Un'estate fa (Valeria Gubelli e Claudio Zito)

Quaderno 55: I mestieri del cinema (Vanessa Giancola e Daniele Benfenati)

Quaderno 56: I 100 anni che sconvolsero il mondo (Claudio Zito e Marcello Perucca)

Quaderno 57: Fantascienza 70 (Antonio Pettierre)

Quaderno 58: Mamma li turchi! (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 59: Abusi di potere (Marcello Perucca)

 Quaderno 60: L'Iran che cambia (Claudio Zito)

Quaderno 61: Il cinema delle spie (Daniele Benfenati e Vanessa Giancola)

Quaderno 62: Nuovo Cinema Romania (Daniele Benfenati e Vanessa Giancola)

Quaderno 63: Figli di ...Putin (Giorgio De Giorgio)

Quaderno 64: Cartoline contro l'occupazione (Marcello Perucca)

Quaderno 65: È arrivata la bufera (Antonio Pettierre)

Quaderno 66: La grande abbuffata (collettivo)

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Dove siamo

Il Cineforum del Circolo si trova in viale Monza 140 a Milano, nel quartiere di Gorla. E' facilmente raggiungibile sia con l'automobile che con i mezzi pubblici: siamo sulla linea rossa della metropolitana, MM1 fermata "Turro", oppure siamo raggiungibili con il bus linea "44" (capolinea viale Monza). Per venirci a trovare potete anche usufruire del servizio RADIO BUS (tel 02 48034803) dell'ATM per ulteriori informazioni cliccate QUI Per chi viene con l'auto,se non trovate parcheggio in viale Monza o nelle vie adiacenti, c'è una vastissima area appositamente adibita sul piazzale della Martesana, che si apre sul viale Monza prima di Precotto (venendo da piazzale Loreto) o dopo Precotto (per chi viene da Sesto S. Giovanni). Tale parcheggio si trova a pochi minuti a piedi dal Circolo e c' è sempre posto. Garantito.

 

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