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I consigli del cineforum

LE NOSTRE RECENSIONI

1917,  di Sam Mendes. Recensione di Antonio Pettierre

2:22 - Il destino è già scritto, di Paul Currie. Recensione di Antonio Pettierre

Abracadabra, di Pablo Berger. Recensione di Antonio Pettierre

A Cube of Sugar, di Reza Mirkarimi. Recensione di Claudio Zito

A Family Tour, di Ying Liang. Recensione di Antonio Pettierre

A febre, di Maya Da-Rin. Recensione di Antonio Pettierre

Affetti e dispetti, di Sebastiàn Silva. Recensione di Claudio Zito

Agadah, di Alberto Rondalli. Recensione di Marcello Perucca

Alexsandra, di Aleksandr Sokurov. Recensione di Claudio Zito

Alice e il sindaco, di Nicolas Pariser. Recensione di Marcello Perucca

Alice T., di Radu Muntean. Recensione di Antonio Pettierre

Alien: Covenant, di Ridley Scott. Recensione di Antonio Pettierre

All'ultimo voto, di David Gordon Green. Recensione di Antonio Pettierre

American Sniper, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre

Angèle et Tony, di Alix Delaporte. Recensione di Claudio Zito

Another Year, di Mike Leigh. Recensione di Claudio Zito

A Quiet Passion, di Terence Davies. Recensione di Marcello Perucca

Aquile Randagie, di Gianni Aureli. Recensione di Marcello Perucca

Arrivederci, Professore, di Wayne Roberts. Recensione di Marcello Perucca

As I lay Dying, di Mostafa Sayari. Recensione di Claudio Zito

A Simple Life, di Ann Hui. Recensione di Claudio Zito

A Sun, di Chung Mong-hong. Recensione di Marcello Perucca

A un metro da te, di Justin Baldoni. Recensione di Marcello Perucca

Autobahn - Fuori controllo, di Eran Creevy. Recensione di Antonio Pettierre

Azougue Nazareth, di Triago Melo. Recensioone di Antonio Pettierre

Bad Bad Winter, di Olga Korotko. Recensione di Antonio Pettierre

Bashu il piccolo straniero, di Bahram Beizai. Recensione di Claudio Zito

Beket, di Davide Manuli. Recensione di Claudio Zito

Bergmal, di Runar Runarsson. Recensione di Antonio Pettierre

Blackkklansman, di Spike Lee. recensione di Antonio Pettierre

Black Mask - L'ultimo gangster, di Scott Cooper. recensione di Antonio Pettierre

Black Sabbath: The End of the End, di Dick Carruthers. Recensione di Marcello Perucca

Black Sea, di Kevin Macdonald. Recensione di Antonio Pettierre

Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve. Recensione di Antonio Pettierre

Blood Quantum, di Jeff Barnaby. Recensione di Antonio Pettierre

Book Club - Tutto può succedere, di Bill Holderman. Recensione di Antonio Pettierre

Brave ragazze, di Michela Andreozzi. Recensione di Marcello Perucca

Bravo, Virtuoso!, di Lévon Minasian. Recensione di Antonio Pettierre

Breaking In, di James McTeigue. Recensione di Antonio Pettierre

Cafarnao - Caos e miracoli, di Nadine Labaki. Recensione di Marcello Perucca

Cane mangia cane, di Paul Schrader. recensione di Antonio Pettierre

Capital: A Love Story, di Michael Moore. Recensione di Claudio Zito

Capri - Revolution, di Mario Martone. Recensione di Marcello Perucca

Captive State, di Rupert Wyatt. Recensione di Antonio Pettierre

Carmen y Lola, di ArantxaEchevarria. Recensione di Antonio Pettierre

Cento anni, di Davide Ferrario. Regia di Marcello Perucca

C'è tempo, di Walter Veltroni. Recensione di Marcello Perucca

Chesil Beach - Il segreto di una notte, di Dominic Cooke. recensione di Antonio Pettierre

Chesil Beach - Il segreto di una notte, di Dominic Cooke. Recensione di Marcello Perucca

Chloe - Tra seduzione e inganno, di Atom Egoyan. Recensione di Claudio Zito

Citizenfour, di Laura Poitras. Recensione di Antonio Pettierre

Climbing the Elixir, di Monica Dovarch, Recensione di Antonio Pettierre

Close Up, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito

Codice Unlocked, di Michael Apted. Recensione di Antonio Pettierre

Coincoin et les Z'inhumains, di Bruno Dumont. Recensione di Antonio Pettierre

Colette, di Wes Westmoreland. Recensione di Antonio Pettierre

Colette, di Wes Westmoreland. Recensione di Marcello Perucca

Colpo di fulmine - Il mago della truffa, di Glenn Ficarra e John Requa. Recensione di Claudio Zito

Contagious - Epidemia mortale, di Henry Hobson. Recensione di Antonio Pettierre

Copia conforme, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito

Corpo e anima, di Ildikò Enyedi. Recensione di Marcello Perucca

Cose di questo mondo, di Michael Winterbottom. Recensione di Claudio Zito

Cosmos, di Andrzej Zulawski. Recensione di Antonio Pettierre

Crash, di David Cronenberg. recensione di Antonio Pettierre

Dans la foret, di Gilles Marchand. recensione di Antonio Pettierre

Dark River, di Clio Barnard. Recensione di Antonio Pettierre

Der Nachtmahr, di Akiz. Recensione di Antonio Pettierre

Diane, di Kent Jones. Recensione di Antonio Pettierre

Diari, di Attilio Azzola. Recensione di Claudio Zito

Dickens - L'uomo che inventò il Natale, di Bahrami Nalluri. Recensione di Marcello Perucca

Dieci, di Abbas Kiarostami, Recensione di Claudio Zito

Dio è donna e il suo nome è Petrunya, di Teona Strugar Mitevska. Recensione di Marcello Perucca

Disobedience, di Sebastian Lelio. Recensione di Marcello Perucca

Distant Sky - Nick Cave and the Bad Seeds, di David Barnard. Recensione di Marcello Perucca

Dolor y gloria, di Pedro Almodovar. Recensione di Marcello Perucca

Domani è un altro giorno, di Simone Spada. Recensione di Marcello Perucca

Domino, di Brian De Palma. Recensione di Antonio Pettierre

Don't Worry, di Gus Van Sant. Recensione di Antonio Pettierre

Doppio amore, di François Ozon. Recensione di Antonio Pettierre

Dove cadono le ombre, di Valentina Pedicini. Recensione di Antonio Pettierre

Dove eravamo rimasti, di Jonathan Demme. Recensione di Antonio Pettierre

Downsizing - Vivere alla grande, di Alexander Payne. Recensione di Marcello Perucca

Dragon Trainer, di Chris Sanders e Dean DeBlois. Recensione di Claudio Zito

Drive Me Home, di Simone Catania. Recensione di Antonio Pettierre

El abrazo de la serpiente, di Ciro Guerra. Recensione di Antonio Pettierre

E la vita continua, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito

El Hoyo, di Galder Gaztelu Urrutia. Recensione di Antonio Pettierre

El Hoyo, di Galder Gaztelu-Urrutia. Recensione di Marcello Perucca

Elle, di Paul Verhoeven. recensione di Antonio Pettierre

Endzeit - Ever After, di Carolina Hellsgard. Recensione di Antonio Pettierre

Entertainment, di Rick Alverson. Recensione di Antonio Pettierre

Era mio figlio, di Todd Robinson. Recensione di Marcello Perucca

Escobar - Il fascino del male, di Fernando Leon de Aranoa. recensione di Antonio Pettierre

Euforia, di Valeria Golino. Recensione di Marcello Perucca

eXsistenZ, di David Cronenberg. Recensione di Antonio Pettierre

Fabrizio De André - Principe libero, di Luca Facchini. Recensione di Marcello Perucca

Fight Club, di David Fincher. Recensione di Antonio Pettierre

Final Portrait - L'arte di essere amici, di Stanley Tucci. Recensione di Antonio Pettierre

Fiore gemello, di Laura Luchetti. Recensione di Antonio Pettierre

Flatland, di Jenna Bass. recensione di Antonio Pettierre

Focus - Niente è come sembra, di Glenn Ficarra e John Requa. Recensione di Antonio Pettierre

Foxcatcher, di Bennett Miller. Recensione di Antonio Pettierre

Francesca, di Boby Paunescu. Recensione di Claudio Zito

Frankenstein, di Bernard Rose. Recensione di Antonio Pettierre

Free Fire, di Ben Wheatley. Recensione di Antonio Pettierre

Free State of Jones, di Gary Ross. Recensione di Antonio Pettierre

Frida - Viva la vida, di Giovanni Troilo. Recensione di Marcello Perucca

Fuga dal call center, di Federico Rizzo. Recensione di Claudio Zito

Fuori menù, di Nacho G. Velilla. Recensione di Claudio Zito

Galantuomini, di Edoardo Winspeare. Recensione di Claudio Zito

Gangor, di Italo Spinelli. Recensione di Claudio Zito

Gattaca - La porta dell'universo, di Andrew Niccol. Recensione di Antonio Pettierre

Gemini Man, di Ang Lee. Recensione di Antonio Pettierre

Ghost Stories, di Jeremy Dyson e Andy Nyman. Recensione di Antonio Pettierre

Giraffe, di Anna Sofie Hartmann. Recensione di Antonio Pettierre

Glass, di M. Night Shyamalan. Recensione di Antonio Pettierre

Gli asteroidi, di Germano Maccioni. Recensione di Marcello Perucca

Glaubenberg, di Thomas Imbach. Recensione di Antonio Pettierre

Go Home - A casa loro, di Luna Gualano. Recensione di Marcello Perucca

Good Time, di Josh e Bennie Safdie. Recensione di Antonio Pettierre

Gran Torino, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre

Guardiani della galassia Vol. 2, di James Gunn. Recensione di Antonio Pettierre

Hammamet, di Gianni Amelio. Recensione di Antonio Pettierre

Ham on Rye, di Tyler Taormina. Recensione di Antonio Pettierre

Happy Hour, di Hamaguchi Ryusuke. recensione di Antonio Pettierre

Hokusai dal British Museum, di Tim Clark. Recensione di Marcello Perucca

Home, di Ursula Meier. Recensione di Claudio Zito

Hotel Artemis, di Drew Pearce. recensione di Antonio Pettierre

How to Talk to Girls at Parties, di John Cameron Mitchell. Recensione di Antonio Pettierre

Hunting Season, di Natalia Garagiola. Recensioe di Marcello Perucca

I Am Not a Witch, di Rungano Nyoni. Recensione di Antonio Pettierre

I fiori di Kirkuk, di Fariborz Kamkari. Recensione di Claudio Zito

I gatti persiani, di Bhaman Ghobadi. Recensione di Claudio Zito

Il canto delle spose, di Karin Albou. Recensione di Claudio Zito

Il canto di Paoloma, di Claudia Llosa. Recensione di Claudio Zito

Il cliente, di Asghar Farhadi. Recensione di Antonio Pettierre

Il cliente, di Asghar Farhadi. Recensione di Claudio Zito

Il club, di Pablo Larrain. recensione di Antonio Pettierre

Il colpevole - The Guilty, di Gustav Moller. Recnsione di Antonio Pettierre

Il dubbio - Un caso di coscienza, di Vahid Jalilvand. Recensione di Claudio Zito

Il fiume ha sempre ragione, di Silvio Soldini. Recensione di Antonio Pettierre

Il giardino di limoni, di Eran Riklis. Recensione di Claudio Zito

Il giovane Karl Marx, di Raoul Peck. Recensione di Marcello Perucca

Il giustiziere della notte, di Eli Roth. Recensione di Antonio Pettierre

Il grande passo, di Antonio Padova. Recensione di Marcello Perucca

Il mangiatore di pietre, di Nicola Bellucci. Recensione di Antonio Pettierre

Il mangiatore di pietre, di Nicola Bellucci. Recensione di Marcello Perucca

Il mio amico Eric, di Ken Loach. Recensione di Claudio Zito

Il mistero della casa del tempo, di Eli Roth. Recensione di Marcello Perucca

Il nastro bianco, di Michael Haneke. Recensione di Claudio Zito

Il nemico invisibile, di Paul Schrader. Recensione di  Antonio Pettierre

Il padre dei miei figli, di Mia Hansen-Love. Recensione di Claudio Zito

Il padre d'Italia, di Fabio Mollo. Recesnione di Antonio Pettierre

Il premio, di Alessandro Gassman. Recensione di Marcello Perucca

Il prigioniero coreano, di Kim Ki-duk. Recensione di Antonio Pettierre

Il prigioniero coreano, di Kim Ki-duk. Recensione di Marcello Perucca

Il ragazzo con la bicicletta, di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Recensione di Claudio Zito

Il responsabile delle risorse umane, di Eran Riklis. Recensione di Claudio Zito

Il resto della notte, di Francesco Munzi. Recensione di Claudio Zito

Il sacrificio del cervo sacro, di Yorgos Lanthymos. Recensione di Marcello Perucca

Il segreto della miniera, di Hanna Slak. Recensione di Marcello Perucca

Il silenzio, di Moshen Makhmalbaf. Recensione di Claudio Zito

Il sol dell'avvenire, di Gianfranco Pannone. Recensione di Claudio Zito

Il tempo che ci rimane, di Elia Suleiman. Recensione di Claudio Zito

Il tempo lungo, di Andrea Canepari. Recensione di Antonio Pettierre

Il tuo ex non muore mai, di Susanna Fogel. Recensione di Marcello Perucca

Il viaggiatore, di Abbas Kiarostami. Recensione di Claudio Zito

Il voto è segreto, di Babak Payami. Recensione di Claudio Zito

I magnifici sette, di Antoine Fuqua. Recensione di Antonio Pettierre

I morti non muoiono, di Jim Jarmusch. Recensione di Marcello Perucca

Impetus, di Jennifer Alleyn. Recensione di Antonio Pettiere

Impressionisti segreti, di Daniele Pini. Recensione di Marcello Perucca

Incarnate - Non potrai nasconderti, di Brad Payton. Recensione di Antonio Pettierre

Independence Day - Rigenerazione, di Roland Emmerich. Recensione di Antonio Pettierre

In guerra, di Stéphane Brizé. Recensione di Marcello Perucca

In guerra per amore, di Pif. Recensione di Antonio Pettierre

Interchange, di Dain Iskandar Said. Recensione di Antonio Pettierre

Io, Daniel Blake, di Ken Loach. Recensione di Antonio Pettierre

Io, Don Giovanni, di Carlos Saura. Recensione di Claudio Zito

Io sono Mia, di Riccardo Donna. Recensione di Marcello Perucca

Io sono Tempesta, di Daniele Luchetti. Recensione di Marcello Perucca

I segreti di Wind River, di Taylor Sheridan. Recensione di Antonio Pettierre

I Was at Hom, But, di Angela Schanelec. Recensione di Antonio Pettierre

Jojo Rabbit, di Taika Waititi. Recensione di Marcello Perucca

Juliet, Naked - Tutta un'altra musica, di Jesse Peretz. Recensione di Marcello Perucca

Kingsman - Il cerchio d'oro, di Matthew Vaughn. Recensione di Antonio Pettierre

Knoch Knock, di Eli Roth. Recensione di Antonio Pettierre

La banda, di Eran Kolirin. Recensione di Claudio Zito

La bocca del lupo, di Pietro Marcello. Recensione di Claudio Zito

La casa delle bambole - Ghostland, di Pascal Laugier. Recensione di Antonio Pettierre

La donna che canta, di Denis Villeneuve. Recensione di Claudio Zito

Ladri di cadaveri - Burke & Hare, di John Landis. recensione di Claudio Zito

La fabbrica dei tedeschi, di Mimmo Calopresti. Recesnione di Claudio Zito

La famiglia Bélier, di Eric Lartigau. Recensione di Antonio Pettierre

La fille au Bracelet, di Stéphane Demoustier. Recensione di Antonio Pettierre

La Gomera, di Corneliu Porumboiu. Recensione di Antonio Pettierre

La Isla minima, di Alberto Rodrìguez. Recensione di Antonio Pettierre

La lotta per la sopravvivenza, di Patrice Laliberté. Recensione di Marcello Perucca

L'altra verità, di Ken Loach. Recensione di Claudio Zito

L'altro volto della speranza, di Aki Kaurismaki. Recensione di Antonio Pettierre

L'amante inglese, di Catherine Corsini. Recensione di Claudio Zito

La mecanique de l'ombre, di Thomas Kruithof. Recensione di Antonio Pettierre

La mia vita con John F. Donovan, di Xavier Dolan. Recensione di Antonio Pettierre

La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi. Recensione di Antonio Petierre

L'apparizione, di Xavier Giannoli. Recensione di Marcello Perucca

L'apprendistato, di Davide Maldi. Recensione di Antonio Pettierre

L'apprendistato, di Davide Maldi. Recensione di Marcello Perucca

La ragazza nella nebbia, di Donato Carrisi. Recensione di Antonio Pettierre

La ragazza nella nebbia, di Donato Carrisi. Recensione di Marcello Perucca

La Reine de pommes, di Valérie Donzelli. Recensione di Claudio Zito

L'arte della fuga, di Brice Cauvin. Recensione di Marcello Perucca

La signora dello zoo di Varsavia, di Niki Caro. Recensione di Marcello Perucca

L'Atalante, di Jean Vigo. Recensione di Marcello Perucca

La terra degli uomini rossi - Birdwatchers, di Marco Bechis. Recensione di Claudio Zito

La terra di Dio, di Francis Lee. Recensione di Marcello Perucca

La trincea infinita, di Jon Garaño, Jose Mari e Aitor Arregi. Recensione di Marcello Perucca

La truffa dei Logan, di Steven Soderbergh. Recensione di Antonio Pettierre

La vita invisibile di Eurídice Gusmão, di Karim Aïnouz. Recensione di Marcello Perucca

Lavender, di Ed Gass-Donnelly. Recensione di Antonio Pettierre

Legend of the Demon Cat, di Chen Kaige. Recensione di Antonio Pettierre

Les beaux esprits, di Vianney Lebasque. Recensione di Antonio Pettierre

Les dernieres parisiens, di Mohamed "Hamé" Bourokba e Ekoué Labitey. Recensione di Antonio Pettierre

L'esorcismo di Hannah Grace, di Diederik Van Roojien. Recensione di Marcello Perucca

Le ultime 24 ore, di Brian Smrz. Recensione di Antonio Pettierre

L'infinita fabbrica del Duomo, di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. Recensione di Antonio Pettierre

L'inganno perfetto, di Bill Condon. Recensione di Antonio Pettierre

L'inganno perfetto, di Bill Condon. Recensione di Marcello Perucca

Live Cargo, di Logan Sandler. Recensione di Antonio Pettierre

Logan - The Wolverine, di James Mangold. Recensione di Antonio Pettierre

Lontano lontano, di Gianni Di Gregorio. Recensione di Marcello Perucca

L'ora d'acqua, di Claudia Cipriani. Recensione di Antonio Pettierre

L'ora più buia, di Joe Wright. Recensione di Antonio Pettierre

Loro 1, di Paolo Sorrentino. Recensione di Marcello Perucca

Loro 2, di Paolo Sorrentino. Recensione di Marcello Perucca

L'ospite, di Duccio Chiarini. Recensione di Antonio Pettierre

L'ospite, di Duccio Chiarini. Recensione di Marcello Perucca

Lo sguardo di Orson Welles, di Mark Cousin. Recensione di Antonio Pettierre

Lo spazio bianco, di Francesca Comencini. Recensione di Claudio Zito

Lost Girls, di Liz Garbus. Recensione di Marcello Perucca

Lourdes, di Jessica Hausner. Recensione di Claudio Zito

Loveless, di Andrey Zvyagintsev. Recensione di Antonio Pettierre

Loveless, di Andrey Zvyagintsev. Recensione di Marcello Perucca

L'ultima notte, di Francesco Barozzi. Recensione di Antonio Pettierre

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, di Jay Roach. Recensione di Antonio Pettierre

L'ultimo viaggio, di Nick-Baker Monteys. Recensione di Marcello Perucca

L'uomo che rubò Banksy, di Marco Proserpio. Recensione di Marcello Perucca

L'uomo che uccise Don Chisciotte, di Terry Gilliam. Recensione di Antonio Pettierre

L'uomo che visse tre volte, di Irish Braschi. Recensione di Antonio Pettierre

L'uomo dal cuore di ferro, di Cédric Jimenez. Recensione di Antonio Pettiere

L'uomo dal cuore di ferro, di Cédric Jimenez. Recensione di Marcello Perucca

L'uomo del labirinto, di Donato Carrisi. Recensione di Antonio Pettierre

L'uomo fedele, di Louis Garrel. Recensione di Marcello Perucca

L'uomo invisibile, di Leigh Whannell. Recensione di Antonio Pettierre

L'uomo sul treno - The Commuter, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre

L'uomo sul treno - The Commuter, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Marcello Perucca

Macbeth, di Justin Kurzel. Recensione di Antonio Pettierre

Magari, di Ginevra Elkann. Recensione di Antonio Pettierre

Magari, di Ginevra Elkann. Recensione di Marcello Perucca

Magog [o epifania del barbagianni], di Luca Ferri e Samantha Angeloni. recensione di Claudio Zito

Mammuth, di Gustave de Kerven, Benoit Delépine. Recensione di Claudio Zito

Mandy, di Panos Cosmatos. Recensione di Antonio Pettierre

Man of Tai Chi, di Keanu Reeves. Recensione di Antonio Pettierre

Maquinaria Panamericana, di Joacquin Del Paso. Rwecensione di Antonio Pettierre

Mar Nero, di Federico Bondi. Recensione di Claudio Zito

Mary Shelley - Un amore immortale, di Haifaa Al-Mansour. Recensione di Marcello Perucca

Maternal, di Maura Delpero. Recensione di Antonio Pettierre

Melbourne, di Nima Javidi. Recensione di Claudio Zito

Menocchio, di Alberto Fasulo. Recensione di Antonio Pettierre

Mientras dure la guerra, di Alejandro Amenabar. Recensione di Marcello Perucca

Miles Davis: Birth of the Cool, di Stanley Nelson. Recensione di Marcello Perucca

Mirai, di Mamoru Hosoda. Recensione di Marcello Perucca

Miss Sloane - Giochi di potere, di John Madden. Recensione di Marcello Perucca

Mistero a Crooked House, di Gilles Paquet-Brenner. Recensione di Antonio Pettierre

Ms. White Light, di Paul Shoulberg. Recensione di Antonio Pettierre

Muse: Drones World Tour, di Tom Kirk e Jan Willem. Recensione di Marcello Perucca

My War is not Over, di Bruno Bigoni. Recensione di Marcello Perucca

Nella tana dei lupi, di Christian Gudegast. recensione di Antonio Pettierre

Nella tana dei lupi, di Christian Gudegast. Recensione di Marcello Perucca

Nemesi, di Walter Hill. Recensione di Antonio Pettierre

Neruda, di Pablo Larrain. Recensione di Antonio Pettierre

Noi credevamo, di Mario Martone. Recensione di Claudio Zito

NO - I giorni dell'arcobaleno, di Pablo Larrain. Recensione di Antonio Pettierre

Nome di donna, di Marco Tullio Giordana. Recensione di Marcello Perucca

O banquete, di Daniela Thomas. Recensione di Antonio Pettierre

O beijo no Asfalto, di Murilo Benicio. Recesnione di Antonio Pettierre 

Offside, di Jafar Panahi. Recensione di Claudio Zito

Oltre la notte, di Fatih Akin. Recensione di Antonio Pettierre

Ora e sempre riprendiamoci la vita, di Silvano Agosti. Recensione di Antonio Pettierre

Oro rosso, di Jafar Panahi. Recensione di Claudio Zito

Oro verde - C'era una volta in Colomba, di Cristina Gallego e Ciro Guerra. Recensione di Marcello Perucca

Out Stealig Horses, di Hans Petter Moland. Recensione di Antonio Pettierre

Overlord, di Julius Avery. Recensione di Antonio Pettierre

Ovunque proteggimi, di Bonifacio Angius. Recensione di Antonio Pettierre

Ovunque proteggimi, di Bonifacio angius. Recensione di Marcello Perucca

Pa-ra-da, di Marco Pontecorvo. Recensione di Claudio Zito

Parade - La sfilata, di Srdjan Dragojevic. Recensione di Marcello Perucca

Paradise Beach - Dentro l'incubo, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre

Parasite, di Bong Joon-ho. Recensione di Marcello Perucca

Pearl Jam: Let's Play Two, di Danny Clinch. Recensione di Marcello Perucca

Peppermint - L'angelo della vendetta, di Pierre Morel. Recensione di Antonio Pettierre

Persepolis, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. Recensione di Claudio Zito

Pertini - Il combattente, di Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo. recensione di Marcello Perucca

Pino - Vita accidentale di un anarchico, di Claudia Cipriani. Recensione di Antonio Pettierre

Poltergeist, di Gil Kenan. Recensione di Antonio Pettierre

Ponyo sulla scogliera, di Hayao Miyazaki. Recensione di Claudio Zito

Post mortem, di Pablo Larrain. Recensione di Claudio Zito

PPZ - Pride+Prejudice+Zombies, di Burr Steers. recensione di Antonio Pettierre

Precognition, di Luke Tedder. Recensione di Antonio Pettierre

Puccini e la fanciulla, di Paolo Benvenuti. Recensione di Claudio Zito

Questione di punti di vista, di Jacques Rivette. Recensione di Claudio Zito

Rachel, di Roger Michell. Recensione di Marcello Perucca

Racconti dell'età dell'oro, di H. Hofer, I. Uricaru, R. Marculescu, Cristian. Recensione di Claudio Zito

Rapina a Stoccolma, di Robert Budreau. Recensione di Marcello Perucca

Raw - Una cruda verità, di Julia Ducournau. Recensione di Antonio Pettierre

Ray & Liz, di Richard Billingham. Recensione di Antonio Pettierre

Red Joan, di Trevor Nunn. Recensione di Marcello Perucca

Regali da unos conosciuto - The Gift, di Joel Edgerton. Recensione di Antonio Pettierre

Renegades - Comando d'assalto, di Steven Quale. Recensione di Marcello Perucca

Repertoire des villes disparues, di Denis Coté. Recensione di Antonio Pettierre

Res Creata, di Alessandro Cattaneo. Recensione di Antonio Pettierre

Resta con me. di Baltasar Kormakur. Recensione di Marcello Perucca

Revenge, di Coralie Fargeat. recensione di Antonio Pettierre

Richard Jewell, di Clint Eastwood. Recensione di Marcello Perucca

Ride, di Jacopo Rondinelli. Recensione di Marcello Perucca

Ride, regia di Valerio Mastandrea. Recensione di Marcello Perucca

Rimetti a noi i nostri debiti, di Antonio Morabito. Recensione di Antonio Pettierre

Rogue One: A Star Wars Story. di Gareth Edwards. recesnione di Antonio Pettierre

Run All Night - Una notte per sopravvivere, di Jaume Collet-Serra. Recensione di Antonio Pettierre

Safe Neighborhood, di Chris Peckover. Recensione di Antonio Pettierre

Salvador Allende, di Patricio Guzman. Recensione di Claudio Zito

Santiago, Italia, di Nanni Moretti. Recensione di Antonio Pettierre

Santiago, Italia, di Nanni Moretti. Recensione di Marcello Perucca

Sarah & Saleem - Là dove nulla è possibile, di Muayad Alayam. Recensione di Marcello Perucca

Seeds, di Owen Long. Recensioone di Antonio Pettierre

Selfie, di Agostino ferrente. recensione di Antonio Pettierre

Senza santi in paradiso, di David Lowery. Recensione di Antonio Pettierre

Séraphine, di Martin Provost. Recensione di Claudio Zito

Serbis, di Brillante Mendoza. recensione di Claudio Zito

Settimo cielo, di Andreas Dresen. Recensione di Claudio Zito

Severina, di Felipe Hirsch. Recensione di Antonio Pettierre

Shut In, di Farren Blackburn. Recensione di Antonio Pettierre

Sibel, di çagla Zencirci e Guillaume Giovannetti. Recensione di Antonio Pettierre

Sicario, di Denis Vileneuve. Recensione di Antonio Pettierre

Si muore tutti democristiani, di P. Belfiore, D. Bonacina, A. Fadenti, A. Mazzarella. Recensione di M. Perucca

Sogno di una notte di mezza età, di Daniel Auteuil. Recensione di Marcello Perucca

Sole, di Carlo Sironi. Recensione di Marcello Perucca

Sorry We Missed You, di Ken Loach. Recensione di Marcello Perucca

Sotto le rovine del Buddha, di Hana Makhmalbaf. Recensione di Claudio Zito

Split, di M. Night Shyamalan. recensione di Antonio Pettierre

Star Trek Beyond, di Justin Lin. Recensione di Antonio Pettierre

Star Wars - Ep. VIII: Gli ultimi Jedi, di Rian Johnson. Recensione di Antonio Pettierre

Stronger - Io sono il più forte, di David Gordon Green. Reensione di Marcello Perucca

Submergence, di Wim Wenders. Recensione di Antonio Pettierre

Sully, di Clint Eastwood. Recensione di Antonio Pettierre

Ted Bundy - Fascino criminale, di Joe Berlinger. Recensione di Antonio Pettierre

Teen Spirit - A un passo dal sogno, di Max Minghella. Recensione di Marcello Perucca

Tehroun, di Nader T. Homayoun. Recensione di Claudio Zito

Terra madre, di Ermanno Olmi. Recensione di Claudio Zito

The Big Sick, di Michael Showalter. Recensione di Antonio Pettierre

The Boy, di William Brent Bell. Recensione di Antonio Pettierre

The Bundy - Fascino criminale, di Joe Berlinger. recensione di Antonio Pettierre

The Crescent, di Seth A. Smith. Recensione di Antonio Pettierre

The Deep, di Baltasar Kormakur. Recensione di Marcello Perucca

The Ditch, di Wang Bing. Recensione di Claudio Zito

The Final Land, di Marcel Barion. Recensione di Antonio Pettierre

The Front Runner - Il vizio del potere, di Jason Reitman. Recensione di Antonio Pettierre

The Front Runner - Il vizio del potere, di Jason Reitman. Recensione di Marcello Perucca

The Girl With All The Gifts, di Colm McCarthy. Recensione di Antonio Pettierre

The Gunman, di Pierre Morel. recensione di Antonio Pettierre

The Hunt, di Craig Zobel. Recensione di Antonio Pettierre

The Hunter - Il cacciatore, di Rafi Pitts. Recensione di Claudio Zito

The Love Witch, di Anne Biller. Recensione di Antonio Pettierre

The Nun - La vocazione del male, di Corin Hardy. Recensione di Antonio Pettierre

The Operative, di Yuval Adler. Recensione di Antonio Pettierre

The Report, di Scott Z. Burns. Recensione di Antonio Pettierre

The Salvation, di Kristian Levring. Recensione di Antonio Pettierre

The Social Network, di David Fincher. Recensione di Antonio Pettierre

The Vanishing - Il mistero del faro, di Kristoffer Nyholm. Recensione di Marcello Perucca

The Visit, di M. Night Shyamalan. Recensione di Antonio Pettierre

They, di Anahita, Ghazvinizadeh. Recensione di Antonio Pettierre

The Zero Therome, di Terry Gilliam. Recensione di Antonio Pettierre

This Is England, di Shane Meadows. Recensione di Claudio Zito

Timbuktu, di Abderrahmane Sissako. Recensione di Antonio Pettierre

Ti presento Patrick, di Mandie Fletcher. Recensione di Marcello Perucca

Tito e gli alieni, di Paola Randi. Recensione di Antonio Pettierre

Torna a casa, Jimi, di Marios Piperides. Recensione di Marcello Perucca

Tramonto, di Laszlo Nemes. Recensione di Marcello Perucca

Tre volti, di Jafar Panahi. Recensione di Marcello Perucca

Tulpan - La ragazza che non c'era, di Sergei Dvortsevoy. Recensione di Claudio Zito

Tuo Simon, di Greg Berlanti. Recensione di Marcello Perucca

Turn Left Turn Right, di Douglas Seok. Recensione di Antonio Pettierre

Tutti lo sanno, di Asghar Farhadi. Recensione di Antonio Pettierre

Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore'eda. Recensione di Marcello Perucca

Un altro me, di Claudio Casazza. Recensione di Antonio Pettierre

Una notte di 12 anni, di Alvaro Brechner. Recensione di Marcello Perucca

Underwater, di William Eubank. Recensione di Antonio Pettierre

Unfriended, di Levan Gabriadze. Recensione di Antonio Pettierre

Un sogno chiamato Florida, di Sean Baker. Recensione di Marcello Perucca

Un valzer tra gli scaffali, di Thomas Stuber. Recensione di Marcello Perucca

Vargur/Vultures, di Börkur Sigþórsson. Recensione di Antonio Pettierre

Vento di primavera, di Rose Bosch. Recensione di Claudio Zito

Verso l'Eden, di Costa-Gavras. Recensione di Claudio Zito

Villetta con ospiti, di Ivano De Matteo. Recensione di Marcello Perucca

Vincere, di Marco Bellocchio. Recensione di Claudio Zito

Volevo nascondermi, di Giorgio Diritti. Recensione di Marcello Perucca

Vuoti a rendere, di Jan Sveràk. Recensione di Claudio Zito

Wajib - Invito al matrimonio, di Annemarie Jacir. Recensione di Marcello Perucca

Welcome, di Philippe Lioret. Recensione di Claudio Zito

Wet Woman in the Wind, di Akihiko Shiota. Recensione di Antonio Pettierre

Wildlife, di Paul Dano. Recensione di Antonio Pettierre

Wildlife, di Paul Dano. Recensione di Marcello Perucca

Winter Vacation, di Hongqi Li. Recensione di Claudio Zito

X-Men: Apocalisse, di Bryan Singer. recensione di Antonio Pettierre

Yara, di Abbas Fahdel. recensione di Antonio Pettierre

Yokogao, di Koji Fukada. Recensione di Antonio Pettierre

 

Yokogao di Koji Fukada

 
 
THE LIGHTHOUSE di Robert Eggers
Recensione di Marcello Perucca
 
 
 
 
 LA CASA SUL MARE regia di Robert Guediguian
 Recensione di Marcello Perucca
 La casa sul mare, ultimo film di Robert Guédiguian, si svolge tutto in un piccolissimo borgo posto nella caletta di Méjean, incastonata fra il mare e un viadotto della ferrovia, poco lontano da Marsiglia, città natale del regista.
Qui vive Maurice, un uomo anziano che, insieme al figlio Armand, gestisce un ristorantino alla buona. Quando l’uomo viene colpito da un ictus, al suo capezzale accorrono anche gli altri due figli. Angèle, una famosa attrice di teatro che porta il peso di un mai sopito lutto e che da anni non mette piede in paese e Joseph, un professore universitario accompagnato da Bérangère, la sua giovanissima fidanzata. La riunione dei tre fratelli è l’occasione per fare i conti con la propria vita. Ammettere che i sogni e le illusioni di un tempo sono volati via e che, per continuare a vivere, ci si è dovuti rinchiudere su se stessi, ognuno facendo i conti con il proprio dolore e le proprie sconfitte.
Questa di Guédiguian è una pellicola amara, dove la disillusione personale riflette quella di tutta una classe sociale. La sinistra, la classe operaia e proletaria ormai è stata sconfitta, C’è una incapacità sempre maggiore a guardare oltre il proprio orizzonte quotidiano. In una nazione sempre più agguerrita che invia i militari a pattugliare strade e spiagge alla ricerca dei clandestini da ricacciare indietro, da dove erano venuti fuggendo a condizioni di fame e guerra intollerabili per chiunque.
Tutti i personaggi sembrano incapaci di rialzare la testa. Così come Angèle, Armand e Joesph, anche Martin e Suzanne, due anziani amici e vicini di casa di Maurice sono ormai consumati dalla vita. E i giovani non sono migliori, Chi sognatore, chi pragmatico, chi, come Bérangère, indurita dal rapporto con un sessantenne come Joseph. Eppure l’incontro con tre bambini profughi che si nascondono negli anfratti della costa aiuterà tutti a riacquistare un po’ della vitalità e delle speranze perdute. Permetterà loro di rialzare la testa per guardare il mondo oltre i propri tormenti interiori.
La casa sul mare è girato in inverno in una location stupenda, che fa da contraltare al malessere interiore dei personaggi. Interpretato benissimo da tutti gli attori, a partire dai fedelissimi di Guédiguian Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan e Jacques Boudet, è un film che riprende molti dei temi cari al regista marsigliese, dalla sconfitta della sinistra alla disillusione del presente. Si respira molta nostalgia ma, allo stesso tempo, si percepisce anche tanta voglia di reagire. E saranno le voci dei piccoli profughi rimbalzanti sul viadotto altissimo del treno, a ricadere sui vecchi, risvegliandoli dal loro torpore e donando loro nuova speranza e voglia di reagire.
Chissà che Guédiguian non possa essere profeta a riguardo del prossimo risveglio della nostra società, sempre più rinchiusa all’interno di muri, veri o metaforici. Per questo non si può che ringraziare questo regista che, nel corso della sua lunga carriera, non ha mai rinnegato le proprie idee, raccontando un mondo a lui caro con il dolore che si prova nel vederlo sconfitto ma, anche, con la speranza di poterlo, un giorno, vedere rialzare la testa.

 

 

BLADE RUNNER, METAFORA DEL DRAMMA DELL’IMMIGRAZIONE

di Marcello Perucca

Parlare di "Blade Runner" non è cosa facile. Per svariati motivi. Innanzi tutto perché questo film ha acquistato con gli anni un’aura sempre più mitica, divenendo un culto degli ultimi trent’anni. D’altra parte chi di noi non ha mai citato, almeno una volta nella vita, la famosa frase: “Ho visto cose che voi umani…”.
Si tratta di un film decisamente complesso paragonato, da alcuni, a una serie di scatole cinesi; infatti quando si va ad analizzare un determinato aspetto del film, se ne scoprono altri che andrebbero a loro volta indagati, rendendo sempre più complessa l’analisi di quest’opera.
"Blade Runner" è un film denso di significati, spesso difficili da comprendere, soprattutto se si cerca di afferrarli contemporaneamente; sarebbe necessaria un’analisi sistematica per giungere a una completa comprensione. Questa difficile analisi è resa ancor più ardua in quanto, del film, non ne esiste un’unica versione. Ne esistono molte, per il cinema, per l’home video, dvd, vhs, ecc. Ognuna di queste versioni presenta diversità, seppur minime. Però di versioni ve ne sono almeno due che sono fondamentali per capire la storia del film.
"Blade Runner" è un’opera del 1982 del regista americano Ridley Scott e può essere considerato certamente uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi decenni. È ispirato a un romanzo di Philip Dick dal titolo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, poi ripubblicato in italiano dopo l’uscita del film di Scott con il titolo “Cacciatori di androidi”.
L’ambientazione è quella della città di Los Angeles nell’anno 2019 (il libro era ambientato a San Francisco nel 1992). Rick Deckard, il protagonista, è un ex blade runner, cioè un cacciatore di androidi, che viene richiamato in servizio con il compito di “ritirare”, ovvero eliminare, quattro replicanti, due uomini e due donne assolutamente indistinguibili dagli uomini, giunti sulla Terra dalle cosiddette Colonie extra-mondo dove venivano utilizzati come manodopera schiavizzata. I replicanti hanno una vita a termine della durata di quattro anni; fuggendo dalle Colonie extra-mondo, giungono sulla Terra allo scopo di ottenere risposte sul loro futuro e comprendere il perché sono condannati a morire.
La Los Angeles in cui è ambientato il film è una città inquietante, multirazziale, caotica, perennemente immersa in una pioggia inquinata e battente. Da un lato è una metropoli modernissima, dall’altro è una città decisamente decadente. Si tratta, per citare Morando Morandini, di “un’immagine del futuro così suggestiva e terribile che nessun film era riuscito a proporre dai tempi di 'Metropolis'”.

Ma chi sono i quattro replicanti? Rappresentano la metafora degli attuali migranti: esseri considerati inferiori da chi si crede, a torto, superiore. Loro si spingono fino a noi, sulla Terra, per disperazione, fuggendo da condizioni di vita che li penalizza e che li condanna alla morte. Sono dei veri e propri migranti del futuro, tesi confutata anche nel testo di Javier De Lucas, docente spagnolo di diritto, nonché esperto di diritto dei migranti, dal titolo “Blade Runner. El Derecho, guardián de la diferencia”.
"Blade Runner" andrebbe quindi analizzato non solo come un semplice, seppur splendido, film di fantascienza, bensì come una metafora delle migrazioni attuali di popolazioni ridotte alla fame da guerre, povertà, carestie. Gli androidi di "Blade Runner" sono schiavi progettati con l’unico scopo di rappresentare forza lavoro e, in quanto tali, privi di qualsiasi diritto. Gli androidi, come i migranti, fuggono dalle loro condizioni per “ottenere più vita”, come dice Roy, il capo dei replicanti, in un passaggio assai commovente: “Voglio più vita, padre!”
Tutto il film è un invito a riflettere sul tema dell’indifferenziazione tra umani e replicanti. Il saggio di De Lucas invita a estendere questa riflessione agli scenari del nostro mondo, riempito, come afferma De Lucas, di differenziazioni indefinibili che servono solo a giustificare aberranti discriminazioni. Uno dei passaggi più interessanti del libro di De Lucas è infatti quello in cui viene tracciato il parallelismo tra replicanti e cittadini subordinati che è la condizioni in cui l’Occidente costringe i migranti. Scrive De Lucas: “Roy, Price, Leon, Zhora sono illegali, senza documenti. Sono lavoratori partiti dal loro spazio; che sono venuti qui e che sono tra noi senza aver espletato alcuna formalità […] e precisamente per questo non sono riconosciuti come immigrati legali. Hanno attraversato frontiere per lavorare là dove noi non vogliamo. Possono solo essere riconosciuti come lavoratori nel mondo esterno e possono vivere solamente quattro anni. Non accettano di rimanere nel loro luogo di lavoro e solamente per il tempo loro assegnato. Per questo non li riconosciamo neanche come immigrati”. E prosegue: “dobbiamo guardare più in là dell’attuale frontiera dell’umano; dobbiamo essere disposti a fare passi in avanti nell’estensione del riconoscimento giuridico proprio dell’umano; dobbiamo vincere la paura della diversità, dell’incertezza che provoca la differenza e riconoscere a chi è diverso – perché tutti lo siamo – l’uguaglianza dei diritti, a partire dalla sua diversità”.

Come detto delle varie versioni del film, due sono fondamentali per conoscerne appieno la storia e comprendere ciò che Ridley Scott voleva raccontare. La prima, del 1982 e la versione del 1992, "Blade Runner (director’s cut)". Una terza versione cinematografica, la cosiddetta "final cut", differisce ulteriormente dalle prime due senza, per altro, apportare sostanziali modifiche essendo essenzialmente il restauro e la rimasterizzazione della "director’s cut".
La "director’s cut" differisce dalla prima versione del 1982 essenzialmente per tre, importanti elementi. Innanzi tutto nella versione del 1992 è stata eliminata la fastidiosa voce fuori campo, rendendo così il film più fluido e coinvolgente. Viene poi introdotto un sogno di Deckard, fondamentale per capirne la vera essenza e, infine, viene modificato il finale rispetto alla prima versione alla quale era stato aggiunto, imposto dalla produzione, un finale più consolatorio, ancorché posticcio che, per mancanza di tempo, Ridley Scott aveva realizzato utilizzando alcune scene non utilizzate dell’incipit di "Shining", il capolavoro di Stanley Kubrick tratto dal romanzo di Stephen King.
Come detto tutto il film è immerso in ambientazioni molto cupe, con una pioggia inquinata e inquinante che pare non dover finire mai, dove l’uomo non sembra più in grado di contrastare il suo istinto autodistruttivo.
La sceneggiatura di Hampton Fencher immerge tutto il film in atmosfere che rimandano ai noir americani degli anni Quaranta. Atmosfere che potremmo definire “alla Philip Marlowe”, il detective nato dalla penna di Raymond Chandler. Tanto che, nella prima intenzione della produzione, la scelta per il protagonista era caduta su Robert Mitchum, famoso attore hollywoodiano allora sessantenne che aveva realizzato, poco tempo prima, "Philip Marlowe, il poliziotto privato" e dove dava alla figura di Marlowe un’aria stanca e disillusa che era un po’ la stessa del personaggio di Deckard. Scartato Mitchum, si pensò successivamente a Dustin Hoffman che, entusiasta, aderì al progetto; forse troppo, volendo intervenire direttamente nella sceneggiatura, cosa che creò non pochi attriti. Quando Hoffman abbandonò, la scelta cadde su Harrison Ford, a quel tempo già famoso per aver realizzato i primi episodi di "Star Wars".
Da segnalare oltre a quella di Ford, la prova dell’attore olandese Rutger Hauer che interpreta Roy, l’androide capo, nonché la coinvolgente colonna sonora del compositore greco Vangelis, valore aggiunto di questo splendido film.

 
 

EASY - UN VIAGGIO FACILE FACILE, regia di Andrea Magnani

recensione di Marcello Perucca

La depressione, soprattutto se in forma grave, è una patologia che offusca la mente, impedendo a chi ne è colpito, ogni forma di reazione. Piano piano ci si lascia andare, privi di  volontà, chiusi nel proprio guscio e disinteressati al mondo circostante.
È quanto capita a Easy, il protagonista dell’opera prima di Andrea Magnani nelle sale in questi giorni. Easy, interpretato da Nicola Nocella, bravissimo nel dare corpo e volto alla depressione, è una ex promessa dell’automobilismo, costretto a lasciare il mondo del volante per cause che verremo a scoprire nel corso del film. Da quel momento Easy vive con la madre iperprotettiva, interpretata da una Barbara Bouchet che, insegnante di aerobica, sembra voler fare il verso a se stessa; è diventato obeso e si impasticca di antidepressivi nella speranza di tenere a bada le angosce che gli attanagliano il cervello.
Solo una motivazione enorme può consentire a chi soffre di questa patologia di uscire dalla gabbia. Easy la trova grazie all’opportunità che il fratello, Filo, impresario edile di pochi scrupoli, gli offre: quella di trasportare al paese di origine il corpo di un muratore ucraino assunto in nero e morto cadendo da un’impalcatura senza misure di sicurezza. Il corpo deve essere fatto sparire il più in fretta possibile per evitare la galera, così Filo si rivolge al fratello chiedendogli, nonostante questi non abbia più toccato il volante da tempo, di guidare il carro funebre sino in Ucraina.
È prevedibile la reazione originaria di Easy alla richiesta di Filo: paura, sgomento per qualcosa per cui ritiene di essere incapace. Eppure la voglia di tornare a guidare, nonché una sorta di sudditanza psicologica al fratello “in gamba”, lo spinge a innestare la marcia mettendosi così in viaggio dotato di ogni moderna tecnologia, dal gps preimpostato, al cellulare con traduttore simultaneo dall’italiano all’ucraino e viceversa. La strada dall’Italia al paese ex sovietico è lunga è nel corso del suo viaggio Easy riuscirà a superare varie difficoltà che gli permetteranno una crescita e la consapevolezza che uscire dalla depressione è possibile.
Easy – Un viaggio facile facile è un curioso e raro esempio di “on the road” italiano, sempre in bilico fra il registro grottesco e quello drammatico e di denuncia sociale (lo sfruttamento e le morti sul lavoro). Numerose scene surreali fanno da cornice al viaggio di Easy verso l’Ucraina e verso la libertà dalla malattia. Così come surreali ma, al tempo stesso carichi di umanità, sono i personaggi che costellano tutto il film. E umano è soprattutto il protagonista che, nonostante ogni tipo di disavventura e di difficoltà che incontra e che porterebbero tutti ad abbandonare il morto, quasi se ne affeziona, lottando sempre per non lasciare la bara e il suo triste contenuto al proprio destino.
Accompagnando Easy nel suo peregrinare è difficile per noi spettatori non provare quasi lo stesso senso di offuscamento della sua mente e le paure che lo attanagliano a ogni nuova difficoltà. Allo stesso tempo non possiamo restare indifferenti allo sguardo frastornato e malinconico come le pianure dell’est che attraversa, di questo ragazzone di oltre un quintale, gettato in una terra straniera della quale non capisce nulla, dove è incapace a esprimersi con le parole ma, nello stesso tempo riesce a comunicare con uomini donne e bambini così diversi da lui ma dotati della sua stessa dolcezza.
Alla fine, che Easy riesca o meno a riconsegnare il corpo del lavoratore ucraino ai suoi cari, ci interessa relativamente. Quello che conta è che lui possa uscire vincitore nella lotta contro il suo male di vivere. 
 

 

 

LOUSIANA (THE OTHER SIDE) di Roberto Minervini

l'America della provincia piu' profonda, spesso una terra di nessuno, quella che cova la rabbia piu' violenta e le delusioni piu' cocenti, la stessa pronta ad esplodere come accaduto recentemente con gli scontri razziali a Baltimora. E' l'America di Louisiana (The Other Side), Roberto Minervini, presentato a Cannes 2014 nella sezione Un Certain Regard.

L'intervista di Claudio Casazza a Roberto Minervini 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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