Jeffrey, sicario professionista, durante lo svolgimento di uno dei suoi incarichi, ferisce accidentalmente agli occhi una cantante, rendendola cieca. Divorato dai rimorsi, accetta un ultimo incarico con il quale permettere economicamente alla donna un trapianto di cornea. A rendergli le cose difficili però ci si mette la mafia cinese (che lo considera "bruciato") e un detective molto tosto e ligio a un suo particolare codice morale.
Il canto del cigno dell’eroismo, dell’amicizia e del senso dell’onore: Woo accetta fino in fondo le regole del noir e del melodramma, ma sceglie le soluzioni più pessimiste, e non offre vie di scampo o di riscatto. Il cinema di genere viene presto superato, i personaggi sono a tutto tondo, pieni di sfumature e contraddizioni: ma al tempo stesso Woo travolge lo spettatore con il senso dell’azione e del ritmo che hanno fatto epoca.
La violenza, come hanno detto in centinaia, è messa in scena sì come un balletto, ma ha anche una qualità fisica e concreta che invano si cercherebbe nei film americani. Mitico il finale alla Peckinpah, che in coda evoca e travolge Duello al sole. Un capolavoro all’altezza della sua fama. Prodotto da Tsui Hark, con Ching Su-Tug coordinatore delle scene d’azione. Paolo Mereghetti, Il Mereghetti - Dizionario dei film
DA GARIBALDI AL CAIMANO:
IL CINEMA RACCONTA LA STORIA D'ITALIA
E' in vendita il CD del "QUADERNO SPECIALE" con la filmografia generale della rassegna "Centocinquantanni"
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